martedì, 17 novembre 2009

Nutriti della
sua voce. Nutritene
sempre. Traine la tua
forza.
Afferra le vibrazioni delle corde di quel basso. Accettane ogni sfumatura calda come abbracci evanescenti.
Falli tuoi.
Circondati di note
distorte, dei suoni aspri e metallici di una chitarra elettrica.
Delle
loro dita che viaggiano veloci e rapide come precisi fendenti sui loro strumenti.
E poi? Lascia che quel
tump forte e deciso di una batteria viaggi sulle stesse frequenze del tuo cuore, fino a fondercisi.
Lascia che questa musica ti sconvolga interiormente e che ti colmi del vuoto che provi.
Si può vivere di sola musica?
Forse no.
Io, però, ne ho bisogno.
Ho bisogno che quelle parole raggiungano e scaldino quell' ammasso palpitante di muscoli che ho nel petto.
Ho bisogno di seguire un ritmo.
Un ritmo che non sia quello conosciuto fin troppo bene.
Un ritmo che mi permetta di allontanarmi da questa realtà che non fa altro che ferirmi.
martedì, 27 ottobre 2009
Volevo editare il post di ieri per non farlo finire in culo al blog, ma dato che Splinder ha deciso di incepparsi, ne creerò uno nuovo. Pazienza.
Volevo smetterla di lamentarmi qui, di ripetere sempre le stesse cose... ma alla fine -quando tutto scoppia- mi rendo conto che il mettere nero su bianco mi aiuta a calmarmi. Anche il solo veder comparire le parole una dietro l' altra, mi dona un senso di tranquillità. Almeno in questo sono padrona delle mie azioni e ne sono io l' artefice. Sbagliato o giusto che sia.
Ciò che mi innervosisce è che si, i ritmi dell' università sono al limite dell' assurdo quest' anno, eppure... ogni volta che torno a casa felice perchè sono rientrata prima, ogni singola volta che metto piede all' interno di queste mura, torna a cogliermi la sensazione di oppressione, di rancore, di nervosismo. Allora torno a desiderare di potermi rinchiudere entro altri confini, con volti conosciuti e non, con parole su parole espresse con un sorriso sulle labbra, prive di quell' assurdo desiderio di ferire...
Posso realmente definire "Casa" un posto del genere? Posso davvero sentirmi protetta quando non faccio che distruggermi al suo interno?
Tornano quelle domande, tornano quei punti interrogativi del: dov' è la tua vita? Qual' è la maschera che indossi ora? Quella dei ventuno anni o quella dei cinquanta? Quanto resisterai ancora a voler portare avanti questa doppia vita?
Rientro e li trovo ad urlare, metto piede in cucina e mi si prospetta davanti un campo di battaglia. Stupida io che stamattina ho pensato di farle trovare i piatti e i letti fatti, così non doveva pensare anche a quello. Ma se si tratta di me, no. Io sono la figlia è giusto che anche quando torno alle otto di sera stanca e distrutta, debba trovarmi tutto da fare e magari anche da mettere su la cena.
E la scusa è sempre la stessa "Sono tornata poco fà, sono stanca". Ovvio, io no. Perchè io perdo tempo. Pretese su pretese, su pretese e ancora, ancora, ancora senza una fine.
Sono rientrata alle quattro e mezza, ora sono le sei. Volevo studiare e ho dovuto sistemare ciò che loro hanno messo in mezzo per pranzare. A breve dovrò andare da mia nonna per provvedere a lei.
Mi domando se c'è qualcuno che pensa a me, a questo punto.
Perchè devo sempre cavarmela con le mie sole forze e poi, da gran cogliona qual sono, sono sempre pronta a sacrificare me stessa per tutti gli altri.
Non finirà mai...
I miei nervi, la mia calma, la mia tranquillità se ne vanno a farsi fottere. Sono arrivata a quel punto tale che riesco a stare bene solo nello stress universitario.
Qui è peggio.
lunedì, 26 ottobre 2009
Non ho molta voglia di aggiornare, anche se avrei dovuto raccontare di Roma, del Romics, di kanai~, figliaH, la mia sistaH sclerotica, di Puuestia e via dicendo. Non l' ho fatto e non lo farò qui perchè il Romikku per me aveva solo un significato, e non era la fiera con i suoi stand, i suoi colori o il profumo che si respirava nell' aria... Il mio intento, il mio desiderio era poter rivedere o incontrare chi non vedevo da molto o chi ancora non avevo conosciuto. Era di poter stare con voi quanto più tempo avvessi avuto a disposizione per un bisogno... egoistico?
Non c' è una parola adatta a descrivere ciò che provavo, so solo che quando sono andata via domenica, quando poco a poco ho dovuto salutare tutti, uno per uno fino a kanai, una parte di me è andata in frantumi. E' come se vedendovi, stringendovi nuovamente a me, avessi spezzettato il mio cuore in tante piccole briciole e le avessi consegnate a voi privandomene. Il concetto di "mi è mancata l' aria" non esprime a dovere lo stato in cui vergevo, ma ci và vicino. E ho preferito racchiudere tutto altrove, su altre pagine, in altri modi...
Ora non so se fa più male il non avere qualcosa da aspettare o se, come ogni volta, dò sempre troppo, più di quanto dovrei. Se imparassi a dare alle cose, ai rapporti - a tutto - il giusto peso, non mi ritroverei a dover allontanare con forza determinati pensieri...
Comunque, il post non era nato per questo.
Il 21 Settembre di due anni fà ho compiuto un viaggio che mi ha cambiata nel profondo.
Cinque giorni dopo ho avuto la fortuna -sfortuna?- di inceppare nell' essere più rompipalle e snervante che avessi mai potuto conoscere. Due anni... due anni e sembra ieri.
Ventiquattro mesi in cui è cambiato tutto e niente, grazie... I giorni trascorsi, non sarebbero stati la stessa cosa senza di te. Non ci sarebbero stati i ricordi, le risate e i momenti piacevoli passati in quella giungla.
... anche se, spesso e volentieri, ti spaccherei in due quel cervello bacato che ti ritrovi! U__U
Detto ciò, ho fatto ciò che dovevo fare, ho scritto ciò che dovevo scrivere, sono stanca e me ne vado sul mio caro e dolce e invitante letto!
Gli orari di quest' anno sono...impossibili? E' dire poco. Cinque giorni alla settimana sparisco dal resto del mondo e mi riduco ad un vegetale che si trascina alla sera e che, per scrivere questo post, ci sta mettendo più del dovuto causa strano sdoppiamento di lettere e poca forza nelle dita. Sono un catorcio vivente. .____.
E ho da concludere ancora un tema di giapponminchiese! Faigo.
martedì, 13 ottobre 2009
Non urlare. Non urlare. Non urlare.
Voglio solo dormire.
...voglio solo andare via.
Fa male. Fa talmente male che toglie il fiato.
Voglio piangere,
gridare.
E invece, non posso fare nulla di tutto ciò. Trattieni ancora le lacrime stupida bambina e lasciale correre quando nessuno potrà vederti nè sentirti. Quando nessuno potrà farti compagnia se non i tuoi stupidi fottuti sensi di colpa, i rimorsi, i rimpianti e il cuore in frantumi.
martedì, 06 ottobre 2009
Ho la testa nel pallone, ho la testa nel pallone, ho la testa nel pallone.
Dalle tre circa ho perso ogni forma misera di concentrazione e mi vorticano parole su parole nella testa.
Non voglio sbagliare, non ancora una volta. Non voglio guardarla in faccia, farmi spaventare da lei. Non voglio.
Non voglio doverlo fare ancora. Voglio tornare a casa ed essere leggera. Leggera e sollevata perchè è andato, passato. Viaviaviavia.
Non riesco ad essere euforica per nulla, perchè domani sarebbe stata una data importante e invece c'è questa cosa a rovinare tutto. Fanculofanculo. Come al solito, non riesco a godermi le partenze. L' ansia delle attese, l' euforia delle cose da preparare, nulla. Correrò come sempre.
Voglio l' otto. E voglio domani pomeriggio per poter finalmente dire "è domani! vi vedrò!". Invece no, non riesco a sentirlo. Voglio sentirlo. Devo sentirlo. Ne ho bisogno.
E ho tentato in tutti i modi di evitare lj per non vederlo trionfante lì, davanti i miei occhi. Lì che mi sfida ad ascoltarlo. Inutile dire che me lo sia ritrovato davanti in ogni modo.
No, quattro giorni. Non sono nulla alla fine, quattro giorni e non sarò sola. Non lo sentirò da sola. Basta pensare che la reale uscita sia il nove, no?! Non è sul mio piccì. Non c'è. Non c'è. Non c'è.
martedì, 29 settembre 2009
Devi farlo, devi farlo, DEVI farlo.
Ma perchè questo verbo deve fare così fottutamente male?
lunedì, 28 settembre 2009
Solo per un momento, solo per un istante, ho visto tutto quello che è il "pacchetto sogni di Amalia" allontanarsi drasticamente da me. Solo per quel secondo, sono stata ancora egoista.
Eppure... mi dispiacerebbe tanto farlo? Forse no. Infondo... ho sempre amato quel posto.
Mi sento ricoperta da una patina di tristezza, a dir la verità. Sarà che perdere Nova mi farà troppo male. Troppo. Sono infantile e testarda e una serie infinita di aggettivi negativi se penso - anzi testardamente mi arrogo - il diritto di credere di potercela fare. Che tutto andrà bene.
In cuor mio lo so meglio di tutti voi che non sarà così. Che è una convivenza impossibile e che sto giocando con la sua vita.
Però fa male... e non posso trattenermi dal versare stupide lacrime -leodio!leodio! sei debole- al pensiero di non poterlo più avere con me, di non poter più avvertire il suo calore accanto al mio corpo, sul mio corpo, ovunque. Fa fottutamente male.
Comunque, parlando d' altro.
Sabato è stata una serata tutto sommato tranquilla. Tralasciando il fattore "vicino" antecedente l' uscita, sono stata bene. Solo io, madreH e Aurys in macchina. Solo noi tre. Una serata solo per noi.
Non guidavo da un po' e stranamente farlo mi ha tranquillizzata. Si, prima che qualcuno a caso mi sputtani pubblicamente, ho sbagliato uscita e ci stavamo perdendo per un paesino sperduto del cacchium (di cui non si riusciva bene a capire il nome, tra l' altro!), ma alla fine abbiamo ritrovato la retta via e siamo arrivate al Centro Commerciale sane e salve! E' stato divertente anche questo piccolo imprevisto!
Non ho trovato ciò che cercavo, ma un giro per negozi e un panino da Mc non si rifiuta mai!
Nessuno ci correva appresso, nessuno ci obbligava. Eravamo libere.
Siamo tornate a Portici abbastanza presto, a dir la verità; mi è stato anche detto che il viaggio è stato rilassante! Guido divinamente! U__U
Poi, dato che a noi piace rompere le palle agli altri, siamo andati dai ragazzi di Gelomania (mica per il gelato, eh! XD). Tra una presa per i fondelli, un piano infallibile di tentato-omicidio con occultazioni di prove, sguardi maligni (PFT) e una petizione da firmare contro Valerio, siamo andate via sorridenti.
Direzione? Porto/lungomare o quello che è! xD
Chiacchere su chiacchere, ricordi su ricordi, esperienze vecchie e non, il tempo è volato. Siamo andate via solo per il freddo e siamo rimaste a parlare ancora un po' in macchina, ferme. Musica di sottofondo e parole che si sovrapponevano l' un l' altra. E' stato bello.
Riaccompagnato a casa madreH e ci, mi sono presa un' altra vittoria personale contro il mio garage.
Si, ho parcheggiato macchina perfettamente! Senza beccare Pick-up di padreH nè niente (non che l' abbia mai fatto, eH!). Entrare in quel garage senza urtare nulla è da guinness. U___U
Tutto qui. Domani si studia.
Manca ancora poco su.