domenica, 22 novembre 2009
Sono una cretina. Una deficiente. Ecco cosa sono.
Mi ferisce e so che non dovrebbe. Mi fa male e mi sento stupida perchè non è così che dovrebbe andare, perchè quella parte di me non deve tornare a galla. Non quando sono riuscita a superarla.
Ma no, non ci riesco. E allora divento gelosa. Mi arrabbio. Mi dà fastidio. Perchè non mi viene mai chiesto.
Io sono qui. E' un dato di fatto. Io sono scontata? Prevedibile? Non lo so. Non so nulla.
Smettila di aprire vecchie ferite, smettila di tormentarti, smettila di essere ripetitiva. Smettila di far tutto.
Odio questo blog. Lo odio a morte. Odio ciò che c' è dentro, le parole, i fiumi vergati di getto, di scatto, con ira, rabbia, delusione. Odio tornare a quando avevo 16 anni. Mi urta.
Odio essere ripetitiva e rendere il tutto così monotono, odio lo starmi sempre a lamentare di me stessa, degli altri, di tutto. Che nervi.
Ho bisogno di scrivere. Ne sento la necessità. Vorrei solo avere un computer libero per mettere nero su bianco una nuova storia. Riversiamoci dentro -ancora una volta- me stessa. Novità, nuovo, vecchio, passato.
Drammaticità? Come sempre. E desiderio di rendere tangibili e reali pensieri astratti. Di lasciar intravedere lo sporco, il marcio, il nero, quello che non è luce e non è felice...
martedì, 06 ottobre 2009
Ho la testa nel pallone, ho la testa nel pallone, ho la testa nel pallone.
Dalle tre circa ho perso ogni forma misera di concentrazione e mi vorticano parole su parole nella testa.
Non voglio sbagliare, non ancora una volta. Non voglio guardarla in faccia, farmi spaventare da lei. Non voglio.
Non voglio doverlo fare ancora. Voglio tornare a casa ed essere leggera. Leggera e sollevata perchè è andato, passato. Viaviaviavia.
Non riesco ad essere euforica per nulla, perchè domani sarebbe stata una data importante e invece c'è questa cosa a rovinare tutto. Fanculofanculo. Come al solito, non riesco a godermi le partenze. L' ansia delle attese, l' euforia delle cose da preparare, nulla. Correrò come sempre.
Voglio l' otto. E voglio domani pomeriggio per poter finalmente dire "è domani! vi vedrò!". Invece no, non riesco a sentirlo. Voglio sentirlo. Devo sentirlo. Ne ho bisogno.
E ho tentato in tutti i modi di evitare lj per non vederlo trionfante lì, davanti i miei occhi. Lì che mi sfida ad ascoltarlo. Inutile dire che me lo sia ritrovato davanti in ogni modo.
No, quattro giorni. Non sono nulla alla fine, quattro giorni e non sarò sola. Non lo sentirò da sola. Basta pensare che la reale uscita sia il nove, no?! Non è sul mio piccì. Non c'è. Non c'è. Non c'è.
martedì, 15 settembre 2009
Mi ci sono voluti ventitrè giorni, ora basta. Sono stanca.
Mi ci è voluto tutto questo tempo e una chiaccherata con qualcuno che sa come reagire.
Io non sono così e non voglio esserlo.
Non sono quel bozzolo che si fà abbattere da certe cose.
Lo sono stata per troppo tempo.
Ora è giunto il momento di riprendere le redini in mano della mia vita.
Riprendo il distacco.
Riprendo la freddezza.
Riprendo il mio scudo.
Si sta meglio così.
Perchè ora sono davvero stanca e mi fa schifo ciò che sono diventata.
Mi rialzo.
Mi rimetto in piedi.
A parte i malesseri fisici che perseverano, tutto il resto riprenderà un' altra piega.
La domanda è: ne vale veramente la pena?
Ho i miei dubbi.
Non sarò più quella che avete conosciuto.
O almeno, ci proverò ad essere diversa.
Dai miei errori imparo.
E aethereally diventa sempre più fredda e cinica.
Saprò come comportarmi di conseguenza.
Niente più belle parole. Niente più promesse inutili. Niente più sogni effimeri.
Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.