Sono una cretina. Una deficiente. Ecco cosa sono.
Mi ferisce e so che non dovrebbe. Mi fa male e mi sento stupida perchè non è così che dovrebbe andare, perchè quella parte di me non deve tornare a galla. Non quando sono riuscita a superarla.
Ma no, non ci riesco. E allora divento gelosa. Mi arrabbio. Mi dà fastidio. Perchè non mi viene mai chiesto.
Io sono qui. E' un dato di fatto. Io sono scontata? Prevedibile? Non lo so. Non so nulla.
Smettila di aprire vecchie ferite, smettila di tormentarti, smettila di essere ripetitiva. Smettila di far tutto.
Odio questo blog. Lo odio a morte. Odio ciò che c' è dentro, le parole, i fiumi vergati di getto, di scatto, con ira, rabbia, delusione. Odio tornare a quando avevo 16 anni. Mi urta.
Odio essere ripetitiva e rendere il tutto così monotono, odio lo starmi sempre a lamentare di me stessa, degli altri, di tutto. Che nervi.

Ho bisogno di scrivere. Ne sento la necessità. Vorrei solo avere un computer libero per mettere nero su bianco una nuova storia. Riversiamoci dentro -ancora una volta- me stessa. Novità, nuovo, vecchio, passato.
Drammaticità? Come sempre. E desiderio di rendere tangibili e reali pensieri astratti. Di lasciar intravedere lo sporco, il marcio, il nero, quello che non è luce e non è felice...



Non ho molta voglia di aggiornare, anche se avrei dovuto raccontare di Roma, del Romics, di kanai~, figliaH, la mia sistaH sclerotica, di Puuestia e via dicendo. Non l' ho fatto e non lo farò qui perchè il Romikku per me aveva solo un significato, e non era la fiera con i suoi stand, i suoi colori o il profumo che si respirava nell' aria... Il mio intento, il mio desiderio era poter rivedere o incontrare chi non vedevo da molto o chi ancora non avevo conosciuto. Era di poter stare con voi quanto più tempo avvessi avuto a disposizione per un bisogno... egoistico?
Non c' è una parola adatta a descrivere ciò che provavo, so solo che quando sono andata via domenica, quando poco a poco ho dovuto salutare tutti, uno per uno fino a kanai, una parte di me è andata in frantumi. E' come se vedendovi, stringendovi nuovamente a me, avessi spezzettato il mio cuore in tante piccole briciole e le avessi consegnate a voi privandomene. Il concetto di "mi è mancata l' aria" non esprime a dovere lo stato in cui vergevo, ma ci và vicino. E ho preferito racchiudere tutto altrove, su altre pagine, in altri modi...

Ora non so se fa più male il non avere qualcosa da aspettare o se, come ogni volta, dò sempre troppo, più di quanto dovrei. Se imparassi a dare alle cose, ai rapporti - a tutto - il giusto peso, non mi ritroverei a dover allontanare con forza determinati pensieri...

Comunque, il post non era nato per questo.
Il 21 Settembre di due anni fà ho compiuto un viaggio che mi ha cambiata nel profondo.
Cinque giorni dopo ho avuto la fortuna -sfortuna?- di inceppare nell' essere più rompipalle e snervante che avessi mai potuto conoscere. Due anni... due anni e sembra ieri.
Ventiquattro mesi in cui è cambiato tutto e niente, grazie... I giorni trascorsi, non sarebbero stati la stessa cosa senza di te. Non ci sarebbero stati i ricordi, le risate e i momenti piacevoli passati in quella giungla.

... anche se, spesso e volentieri, ti spaccherei in due quel cervello bacato che ti ritrovi! U__U

Detto ciò, ho fatto ciò che dovevo fare, ho scritto ciò che dovevo scrivere, sono stanca e me ne vado sul mio caro e dolce e invitante letto!
Gli orari di quest' anno sono...impossibili? E' dire poco. Cinque giorni alla settimana sparisco dal resto del mondo e mi riduco ad un vegetale che si trascina alla sera e che, per scrivere questo post, ci sta mettendo più del dovuto causa strano sdoppiamento di lettere e poca forza nelle dita. Sono un catorcio vivente. .____.
E ho da concludere ancora un tema di giapponminchiese! Faigo.



Ho la testa nel pallone, ho la testa nel pallone, ho la testa nel pallone.
Dalle tre circa ho perso ogni forma misera di concentrazione e mi vorticano parole su parole nella testa.
Non voglio sbagliare, non ancora una volta. Non voglio guardarla in faccia, farmi spaventare da lei. Non voglio.
Non voglio doverlo fare ancora. Voglio tornare a casa ed essere leggera. Leggera e sollevata perchè è andato, passato. Viaviaviavia.

Non riesco ad essere euforica per nulla, perchè domani sarebbe stata una data importante e invece c'è questa cosa a rovinare tutto. Fanculofanculo. Come al solito, non riesco a godermi le partenze. L' ansia delle attese, l' euforia delle cose da preparare, nulla. Correrò come sempre.

Voglio l' otto. E voglio domani pomeriggio per poter finalmente dire "è domani! vi vedrò!". Invece no, non riesco a sentirlo. Voglio sentirlo. Devo sentirlo. Ne ho bisogno.

E ho tentato in tutti i modi di evitare lj per non vederlo trionfante lì, davanti i miei occhi. Lì che mi sfida ad ascoltarlo. Inutile dire che me lo sia ritrovato davanti in ogni modo.
No, quattro giorni. Non sono nulla alla fine, quattro giorni e non sarò sola. Non lo sentirò da sola. Basta pensare che la reale uscita sia il nove, no?! Non è sul mio piccì. Non c'è. Non c'è. Non c'è.

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